ARCHIVIO RASSEGNE
03 Febbraio 2017

Amianto, maxi-risarcimento: un milione. Corriere del Veneto

Trent’anni di lavoro al porto. Il legale: faremo appello per avere di più.
VENEZIA
Un milione di euro di risarcimento per aver lavorato a contatto con l’amianto. La sentenza del Tribunale del lavoro di Venezia nei confronti di un lavoratore del porto è da record. V.G., addetto al carico-scarico con compiti di facchinaggio, aveva lavorato al porto dal 1963 al 1992. Nel 2009, gli venne diagnosticato un tumore, un mesotelioma pleurico. L’uomo era stato operato, e l’intervento aveva avuto successo, visto che oggi, a 8 anni dalla diagnosi, è vivo e in salute. Ciò non toglie, però, che secondo la difesa, quel cancro gli era stato provocato da 30 anni di lavoro a contatto con l’amianto. Uno dei tanti casi seguiti negli anni dall’avv. Cornelio, ove era stata già riconosciuta negli anni a V.G. la liquidazione di un danno biologico permanente dell’80 per cento, confermata in appello e poi in Cassazione. La malattia oncologica – scrive il Giudice – “è tecnopatica, con conseguente responsabilità dell’Autorità Portuale di Venezia”. Il danno biologico è stato così liquidato con una cifra di circa 898 mila euro, che con gli interessi sale a 1 milione e 40 mila euro. “Decisione che dovrò impugnare in appello – afferma però Cornelio – perché il Tribunale di Venezia continua ad adottare delle tabelle locali inferiori a quelle milanesi adottate in tutta Italia su indicazione della Corte di Cassazione”.
D. Tam.