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27 Aprile 2018

EPATITE, IL COMUNE DOVRA’ RISARCIRLO CON 900 MILA EURO

EPATITE, IL COMUNE DOVRA’ RISARCIRLO CON 900MILA EURO
Per una trasfusione negli anni Settanta, l’uomo ora ha 60 anniDOLO
   Si ammalò di epatite a causa di una trasfusione di sangue a cui fu sottoposto all’ospedale di Dolo negli anni Settanta, quando era ancora un ragazzino. Ora, che di anni ne ha 60, il Tribunale civile di Venezia gli ha riconosciuto un risarcimento danni di mezzo milione di euro che, aumentato di interessi e rivalutazione monetaria, dovrebbe lievitare ad un importo complessivo di circa 900mila euro. Il giudice Silvia Barison ha invece negato il risarcimento alla moglie del malato, anche lei assistita dall’avvocato Enrico Cornelio.
   La sentenza è stata depositata nei giorni scorsi in cancelleria, a conclusione di una causa iniziata 5 anni fa. A dover pagare il consistente risarcimento è stato condannato il Comune di Dolo che, dopo la chiusura del locale ospedale, ne ha ereditato attività e passività. Il Comune dovrà anche versare 15mila euro di spese di lite.
   Il sessantenne ha deciso di citare a giudizio l’amministrazione locale dopo essersi ammalato gravemente. Nell’atto di citazione ha ricostruito la sua storia, raccontando di essere stato ricoverato nel 1972, a seguito di un incidente, all’ospedale di Dolo nel 1972 dove fu sottoposto ad una trasfusione di sangue, in mancanza di alcun consenso informato. Successivamente è risultato che quel sangue era infetto, e pochi anni più tardi gli venne diagnosticata un’epatite C che, successivamente, nel 2007, si trasformò in cirrosi, costringendo l’uomo a sottoporsi, nel 2011, ad un trapianto di fegato.
   Secondo l’avvocato Cornelio è pacifica la correlazione tra trasfusione e successiva malattia, tanto che, fin dal 2009, all’uomo furono concessi i benefici previsti dalla legge 210 del 1992. Il consulente medico incaricato nel corso della causa ha confermato il nesso di causa e, di conseguenza, il Tribunale ha deciso di liquidare al sessantenne un congruo risarcimento per il grave danno sofferto: è vero che il virus Hcv è stato scoperto solo nel 1988 ma vi era comunque un obbligo di adottare adeguati controlli e misure di sicurezza, limitando le trasfusioni ai casi strettamente necessari.
   La sentenza potrà essere impugnata in appello.