ARCHIVIO RASSEGNE
28 Novembre 2018

FINCANTIERI CONDANNATA A RISARCIRE: LAVAVA LE TUTE AL MARITO MUORE DI MESOTELIOMA

Venezia. Per venticinque anni ha lavato le sue tute, che per buona parte di quel periodo ritornavano a casa piene di fibre di amianto. E alla fine lei è morta da ormai tre anni, il 19 ottobre 2015, mentre lui, un ex operaio della Breda Fincantieri, alla disperazione per aver perso la donna della sua vita ogni giorno aggiunge il timore di essere colpito dalla stessa malattia, il terribile mesotelioma pleurico. Un tumore che ormai la letteratura medica e i tribunali associano all’uso di quell’amianto che in molte industrie era normale fino agli anni Ottanta. E i giudici da anni riconoscono un risarcimento agli operai.
Questa volta però di fronte al magistrato non sono arrivati i familiari di un operaio morto, ma lo stesso lavoratore per chiedere giustizia nei confronti della moglie deceduta. Il marito aveva lavorato a Fincantieri dal 1973 al 1998, mentre la donna non ci aveva mai messo piede. Ma è bastato quel gesto amorevole di lavargli le tute a farle inalare le fibre letali. Il marito, la figlia, il fratello, la sorella e infine la nipote della vittima hanno fatto causa a Fincantieri con l’avvocato Enrico Cornelio e il giudice Luca Trognacara ha condannato l’azienda a risarcire loro i danni per una cifra complessiva di oltre 600mila euro, compresi gli interessi.
In realtà è probabile che i famigliari decidano di fare appello contro la sentenza, ritenendo che il risarcimento dovesse essere più elevato di quello concesso. (a.zo.)