ARCHIVIO RASSEGNE
27 Giugno 2017

Licenziato per i prestiti dai clienti, il giudice riammette l’ispettore “Nessuna lesione alla fiducia”. Corriere del Veneto

Secondo il Casinò di Venezia non c’erano dubbi: se un ispettore addetto al controllo di qualità dei clienti – cioè colui che oltre a garantire agli habitué di tavoli e slot tutto quello di cui hanno bisogno (trasporto, hotel e altro) deve poi anche relazionare alla direzione sui loro volumi di gioco – si fa da loro prestare dei soldi, questo incrina il rapporto di fiducia da parte dell’azienda su quei report, essendoci il rischio di un ricatto economico.
E, dunque, licenziamento in tronco.
Di tutt’altro avviso è stato però il giudice del lavoro Paola Ferretti che, di fronte al ricorso, presentato dal dipendente con l’avvocato Enrico Cornelio, ha annullato la sanzione massima e disposto la sua reintegra e il pagamento di un risarcimento pari ai mesi trascorsi dal licenziamento.
Il giudice, come aveva sostenuto il difensore, ha infatti affermato che quel comportamento non ha leso la fiducia né l’immagine dell’azienda.
Non è stato poi provato che i report erano stati irregolari o falsificati nel caso di coloro che gli avevano prestato soldi.
Il dipendente aveva spiegato di aver ricevuto somme ridotte (al massimo 1500 euro) da clienti con cui aveva stretto rapporti di amicizia, che gli servivano per la moglie malata.