ARCHIVIO RASSEGNE
16 Giugno 2017

Operaio del porto morto per l’amianto risarcimento da un milione alla famiglia. La nuova Venezia

Quattro anni fa la famiglia aveva già ricevuto un risarcimento da 670 mila euro per quella malattia che ha colpito tanti operai del Porto e di tante imprese di Marghera negli anni sessanta e settanta: il terribile mesotelioma pleurico, il tumore dell’amianto.
D’altra parte, come diceva la sentenza, fino al 1979 l’amianto arrivava al Porto in sacchi di juta che spesso si rompevano e le fibre venivano inalate dagli ignari lavoratori.
L’avvocato Enrico Cornelio, legale della moglie e dei quattro figli della vittima, non si è però accontentato e ha fatto appello contro la decisione del tribunale civile, contestando l’uso di quelle che allora erano le “tabelle veneziane” sui danni, ben più ristrette di quelle “milanesi”.
La Corte d’appello gli ha dato ragione e nei giorni scorsi ha riformato la sentenza, aumentando il risarcimento di 400 mila euro, per un totale di un milione e 70 mila euro.
L’uomo aveva lavorato al porto dal 1960 al 1988.
Il tumore gli era stato diagnosticato a fine del 2007 e non gli aveva lasciato scampo: dopo pochi mesi era deceduto e i famigliari avevano chiesto giustizia.