ARCHIVIO RASSEGNE
04 Agosto 2017

Resta senza lavoro “Riassumetela”. La Nuova Venezia

Riassumetela”: la giudice del lavoro Chiara Coppetta Calzavara, con un’ordinanza del 1° agosto, ha disposto la ri-assunzione della dipendente rimasta a casa dopo il licenziamento arrivato nel passaggio al nuovo raggruppamento temporaneo d’impresa che ha vinto l’appalto.
A seguire la lavoratrice, E.F., 60 anni di Mestre, l’avvocato Enrico Cornelio.
La donna aveva lavorato per 17 anni, essendo confermata dalle diverse ditte che si erano susseguite nel tempo, come cuoca al collegio navale Morosini di Venezia, nell’ambito dell’unico appalto per il servizio di cucina nelle strutture del Ministero della Difesa nel Veneto.
Il suo ultimo datore di lavoro era stata la ditta bolognese Camst.
Fino a che all’inizio del 2017, “per ragioni mai specificate”, si legge nel ricorso presentato dall’avvocato Cornelio al tribunale, “il collegio navale l’ha dichiarata persona non gradita e conseguentemente Camst ne ha minacciato il licenziamento”.
A fine marzo, in sede di conciliazione davanti alla direzione provinciale del lavoro, il licenziamento era stato sostituito con il trasferimento della cuoca alla caserma Matter per la prosecuzione del rapporto di lavoro con la Camst.
Ma l’appalto era in scadenza e la lavoratrice non lo sapeva.
Quando era subentrato il nuovo raggruppamento temporaneo di imprese, la donna era rimasta senza lavoro: Camst l’aveva licenziata perché non aveva più l’appalto, la subentrante Ladina non la prese al Morosini perché aveva accettato di lavorare alla caserma Matter e era tra i lavoratori in servizio al cambio di appalto, e l’altra subentrante Serist non la prese perché non aveva tre mesi di anzianità minima alla Matter.
Il giudice del lavoro ha ritenuto in via d’urgenza che l’appalto delle mense del Ministero della Difesa è unico, E.F. ha 17 anni di anzianità e quindi Serist deve tenerla alla caserma Matter. Il 4 ottobre la decisione definitiva.