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LA SANITÀ AI TEMPI DELL’EMERGENZA COVID-19: RESPONSABILITÀ CIVILE DEGLI OSPEDALI PER I DANNI RECATI AI PAZIENTI.

Il quadro delle responsabilità degli Ospedali è sempre quello regolato dall’art. 1218 c.c. che prevede che “Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato dall’impossibilità della prestazione derivata da causa a lui non imputabile”.
Nello specifico quindi la legislazione emergenziale allo stato non esenta in alcun modo l’Ospedale debitore della prestazione di assistenza nei confronti del malato dall’obbligazione di fornirla correttamente e quindi di risarcire il danno, ove non possa esserne esentato dall’impossibilità della prestazione.
Nella valutazione della responsabilità dell’Ospedale non rilevano i criteri, di colpa più o meno grave del personale sanitario, che invece riguardano la responsabilità del medico.
L’unica circostanza che l’Ospedale potrebbe addurre per difendersi è l’impossibilità oggettiva di prestare assistenza dovuta al paziente per improvvise ed imprevedibili carenze strutturali: mancanza di apparecchi da rianimazione, di letti di degenza, ecc., fenomeni emergenziali che non costituirebbero “malasanità”.
Ma ciò non significa che un Ospedale che si trova occasionalmente in condizione di non poter dare un’assistenza ottimale al paziente, debba lasciarlo abbandonato a sé stesso: il “malato” deve comunque essere accolto, assistito, ricevere diagnosi e tutte le informazioni necessarie sulla sua malattia e sui trattamenti possibili.
Dopodiché dovrà essere inviato ad altra struttura che concretamente possa assisterlo.
Rimandare a casa un malato senza questa assistenza minima costituisce sicuramente un fenomeno di malasanità, cioè un inadempimento che rende l’Ospedale responsabile di ogni conseguenza per il malato stesso e per quanti dovessero eventualmente subire danno indiretto (familiari o terzi contagiati ecc.).
“In particolare si deve ricordare che l’emergenza non fa venire meno l’obbligo di informazione del paziente” su cui abbiamo ottenuto un’illuminante sentenza (n. 29709/19) da parte della Corte di Cassazione che ha ribadito che l’obbligo di informazione completa incombe sull’Ospedale (e sui suoi medici) incondizionatamente, anche qualora il paziente non fosse in grado per propria inadeguatezza culturale di formulare una corretta richiesta di informazione e di diagnosi.
Tutto questo fa parte della responsabilità di base dell’Ospedale che non vengono assolutamente meno anche in epoche di emergenza.