ARCHIVIO RASSEGNE
13 Ottobre 2021

Amianto, Actv e Comune pagheranno 650mila euro

Il Gazzettino 13.10.2021
AZIENDA DI TRASPORTO E AMMINISTRAZIONE CONDANNATE A RISARCIRE UN 69ENNE COLPITO DA MESOTELIOMA
IL TUMORE, DOVUTO ALL’ESPOSIZIONE ALLE FIBRE CANCEROGENE SUL LUOGO DI LAVORO, SCOPERTO DUE ANNI FA
LA SENTENZA
MESTRE Comune di Venezia e Actv dovranno risarcire con quasi 650 mila euro un ex dipendente dell’Azienda di trasporti che, nel 2019, ha scoperto di aver contratto un mesotelioma, tumore legato strettamente all’esposizione alle fibre di amianto. A stabilirlo è una recente sentenza della sezione lavoro del Tribunale di Venezia che ha accolto le richieste presentate dal legale dell’uomo, l’avvocato Enrico Cornelio, a conclusione di una causa avviata lo scorso anno. La giudice Margherita Bortolaso ha accertato l’esistenza di un nesso di causalità tra la prolungata esposizione all’amianto sul luogo di lavoro e l’insorgenza del tumore, ritenendo che l’azienda non sia riuscita a provare di aver adottato tutte le misure necessarie per tutelare la salute del dipendente.
18 ANNI DI SERVIZIO
L’uomo, oggi sessantanovenne, ha prestato servizio per Acnil, poi diventata Actv, per oltre 18 anni, fino al 2007, con la mansione di motorista, a seguito della quale è entrato quotidianamente in contatto con fibre di amianto. Nel 1997, l’allora dipendente Actv aveva presentato domanda all’Inail per il riconoscimento dell’esposizione ad amianto ai fini della concessione dei benefici previdenziali previsti dalla legge, e l’Inail aveva risposto nel 2006 riconoscendo l’avvenuta esposizione all’amianto in ambiente lavorativo per oltre 13 anni.
Provvedimento di cui si è tenuto conto anche nel corso della causa di fronte al Tribunale. La giudice non ha ritenuto di dover ricorrere alle testimonianze dei colleghi del dipendente Actv per dimostrare l’avvenuta esposizione all’amianto, disponendo subito una perizia medica.
Diversamente dal solito il mesotelioma non ha colpito il polmone (come accade nella maggioranza dei casi) ma l’intestino.
INVALIDITA’ DEL 70%
Il risarcimento è stato liquidato sulla base di un’invalidità quantificata nell’ordine del 70 per cento e che, probabilmente nel corso dei mesi successivi alla perizia si è ulteriormente aggravata. Dunque, con molte probabilità, il sessantanovenne proporrà appello per vedersi riconoscere una somma superiore.
Dal risarcimento stabilito dal Tribunale andranno detratti 29 mila euro, pari alla somma percepita dall’Inail nel corso degli anni, per un totale di 615 mila euro, oltre agli interessi calcolati dall’ottobre del 2019.