ARCHIVIO RASSEGNE
12 Giugno 2008

Autorità portuale responsabile per malatia professionale da amianto.

Il Gazzettino
Giovedì, 12 giugno 2008

Operaio si ammalò per l’amianto.
Autorità portuale responsabile.

È responsabilità dell’Autorità Portuale la malattia contratta per colpa della prolungata esposizione all’amianto da un dipendente dell’allora Compagnia lavoratori portuali (Clp) impiegato assieme a numerosi colleghi nelle operazioni di scarico di sacchi di juta contenenti amianto da alcune navi, di cui si occupò su chiamata dalla fine degli anni Sessanta alla fine degli anni Ottanta.
Lo ha stabilito la sezione lavoro del Tribunale di Venezia, giudice Chiara Coppetta Calzavara, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Enrico Cornelio per conto dei familiari della vittima, S.C., deceduto nel 2003, dopo una lunga malattia, ai quali l’Autorità portuale dovrà versare poco meno di 20mila euro di risarcimento per i danni biologici e morali patiti, oltre agli interessi e a 5mila euro di spese legali.
Il risarcimento si riferisce soltanto al danno che spettava all’uomo per la malattia – mesotelioma pleurico – sofferta prima di morire. Per il risarcimento dovuto al decesso è in corso un’altra causa davanti al Tribunale civile.
L’Autorità portuale è stata ritenuta responsabile in quanto committente del lavoro eseguito dal personale Clp. Le operazioni di scarico proseguivano per 6-7 giorni, anche per dieci ore al giorno, e i lavoratori non erano dotati di alcuna protezione contro le polveri di amianto.