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16 Marzo 2016

CASSAZIONE, SENTENZA DEFINITIVA L’IVA SULLA TIA VA RIMBORSATA

La Nuova Venezia
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la loro sentenza pubblicata ieri hanno messo la parola fine al fuoco di sbarramento di cause avviate da Veritas contro gli utenti per non dover rimborsare l’Iva sulla Tia (tariffa igiene ambientale).
I Giudici romani hanno infatti respinto definitivamente il ricorso presentato dagli avvocati dell’azienda che raccoglie i rifiuti in laguna e nei comuni limitrofi, azienda che comunque già nel 2006 e, ad esempio, il veneziano Gino Boscolo, che ha intentato la causa con l’avvocato Enrico Cornelio dovrà vedersi restituire 67,36 euro di Iva che ha pagato. Certamente non una grande cifra, ma che moltiplicata per tutte le famiglie che l’hanno versata (il rimborso non è dovuto alle attività economiche che hanno potuto detrarla) formano la cifra di un miliardo in tutta Italia e di sei – sette milioni per Veritas a Venezia e dintorni. L’avvocato Cornelio per contro di Gino Boscolo, già nel settembre 2009, aveva vinto davanti al Giudice di Pace di Venezia, che gli aveva dato ragione. Una sentenza confermata dal Tribunale lagunare due anni fa, ma l’azienda lagunare non si era fermata e aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione, chiedendo che ad occuparsene fossero le Sezioni Unite in quanto esisteva un contrasto tra le decisioni prese dalle Sezioni Civili, in particolare la prima e la quinta. La sentenza pubblicata ieri pone, quindi, la parola fine sulle diatribe e conferma che “la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani non è assoggettabile ad Iva in quanto essa ha natura tributaria, mentre l’imposta sul valor aggiunto mira a colpire una qualche capacità contribuiva che si manifesta quando si acquisiscono beni o servizi versando un corrispettivo”.
Al signor Boscolo, quindi, Veritas dovrà restituire 67,36 euro, ma non a tutti toccherà una cifra simile, infatti c’è chi ha pagato meno e chi di più sulla base delle cifre versate in bolletta.
L’azienda veneziana, come tutte quelle delle altre città, dovrà prima di tutto fare i conti e poi stabilire come effettuare i rimborsi. Per ora, con un comunicato Veritas fa sapere che “il rimborso agli utenti domestici dell’Iva sarà effettuato non appena arriveranno indicazioni dettagliate dell’Erario, senza bisogno di cause o contenziosi”.
E l’azienda comunale ancora scrive: “Ad esempio, se l’Agenzia delle Entrate approverà l’eventuale rimborso delle somme dovute ai cittadini potrà aver luogo accreditando l’importo nelle bollette a venire”.
L’avvocato Cornelio, legale dell’utente che ha vinto la sua battaglia, ricorda anche che il Giudice di Pace di Venezia recentemente ha applicato le sanzioni per lite temeraria alle opposizioni presentate da Veritas a decreto ingiuntivo.