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10 Febbraio 2021

Cieca in seguito al parto prenatale, maxi-risarcimento

Il Gazzettino 10. febbraio 2021
Cieca in seguito al parto prenatale, maxi-risarcimento
L’Ulss 6 condannata a pagare 1,8 milioni per errori nelle cure.
È diventata cieca a causa di una retinoftamopatia, provocata dall’iperossigenazione a cui fu sottoposta a seguito della nascita prematura, patologia che i sanitari avrebbero dovuto prevedere e di cui, invece, non si accorsero. Per questo motivo la Corte d’Appello civile di Venezia ha condannato la Ulss 6 Euganea a versare un risarcimento di circa un milione 8 800mila euro, di cui un milione e 300 mila alla bambina rimasta cieca, che oggi ha 13 anni, e il rimanente alla sorella gemella e ai familiari.
La sentenza, pronunciata dalla quarta sezione della Corte presieduta da Giovannna Sanfratello, conclude una causa civile avviata dall’avvocato Enrico Cornelio, il quale aveva impugnato la sentenza di primo grado in quanto aveva riconosciuto un risarcimento di “appena” 800 mila euro.
Tutto iniziò nel 2007, quando a Villa Salus a Mestre, nacquero premature, alla ventiquattresima settimana, due gemelle che furono subito trasferite d’urgenza all’unità di terapia intensiva neonatale di Camposampiero, dove rimasero degenti con esiti diversi l’una dall’altra. Entrambe furono sottoposte ad una intensa ossigenazione artificiale per supplire all’immaturità dei loro polmoni. Una delle due sorelle superò i problemi dovuti alla prematurità; la seconda, invece, nei primi due mesi di vita sviluppò l’aretinoftalmopatia, malattia ben nota nei bimbi prematuri, che si manifesta al momento della riduzione quantitativa di ossigeno somministrato, provocando problemi alla retina e la cecità. Nel caso della bambina di Mestre, cecità bilaterale”.
LA PATOLOGIA
Questa patologia è ben nota e va trattata con continui controlli oculistici per coglierla al suo primo apparire e moderare il quantitativo di ossigeno in funzione delle necessità, eventualmente intervenendo con il laser per asportare le parti non funzionanti della retina e consentirne una migliore adesione al fundus. Ma, dopo tre visite oculistiche a distanza di una settimana l’una dall’altra, la piccola non venne più visitata in quanto la problematica fu evidentemente sottovalutata dai medici di Camposampiero. Quando, successivamente, la bambina fu ricoverata al reparto di neonatologia di Padova ormai era troppo tardi. Essendo cieca dalla nascita la bambina ha sviluppato anche un notevole ritardo cognitivo.
È probabile che i genitori della piccola decidano di ricorrere per Cassazione per ottenere un risarcimento più consistente, in particolare in relazione al danno cognitivo, riconosciuto soltanto nella percentuale del 10 percento.