ARCHIVIO RASSEGNE
01 Luglio 2008

Coin condannata a riconoscere il part-time ad una mamma

Il Gazzettino
Martedì 1 luglio 2008

«Part time alla neo-mamma»

Il Gruppo Coin spa deve concedere il part-time a una dipendente diventata mamma per consentirle di prestare assistenza al figlio fino al compimento del terzo anno di età.
Lo ha stabilito la sezione lavoro del Tribunale di Venezia, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Enrico Cornelio per conto di una donna di Mestre, impiegata di primo livello e madre di due figli. Il legale ha fatto riferimento a quanto previsto dal contratto delle lavoratrici del commercio, sostenendo che la mancata concessione del part-time in questa fase significherebbe la negazione di un suo diritto.
In una prima fase, in sede di ricorso d’urgenza, la richiesta della donna era stata rigettata.
Nei giorni scorsi il collegio presieduto da Paola Ferretti (a latere Chiara Coppetta Calzavara e Anna Menegazzo) ha invece accolto il reclamo dell’avvocato Cornelio, ritenendo non fondate le obiezioni sollevate dall’azienda, secondo la quale non poteva essere concesso un orario di lavoro ridotto alla luce delle mansioni ispettive ricoperte dalla donna, con compiti di controllo interno, e dunque non fungibili. Circostanza non adeguatamente dimostrata dalla società nel corso del procedimento.
Insussistente, secondo il Tribunale, anche il possibile secondo elemento ostativo, in quanto Coin non ha dimostrato di aver superato il tetto del tre per cento di part-time sull’ammontare complessivo dei dipendenti. I giudici hanno considerato, infine, che vi era il rischio di un danno irreparabile per la lavoratrice, in quanto il part-time può essere concesso soltanto entro il terzo anno di età del figlio.
La sentenza potrà ovviamente essere impugnata in appello, ma nel frattempo è immediatamente esecutiva: ciò significa che la dipendente dovrà essere inquadrata con contratto part-time, prestando attività lavorativa per venti ore alla settimana, dalle 9 alle 13 di ciascun giorno, dal lunedì al venerdì.