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26 Gennaio 2024

Commenta sui social: licenziato Il Casinò condannato al reintegro

La Nuova Venezia
Venerdì 26 gennaio 2024
 
Commenta sui social: licenziato
Il Casinò condannato al reintegro
 
“Dilettanti allo sbaraglio con un potere enorme”.
Erano bastate queste parole, pubblicate su Facebook in un commento a un articolo della Nuova Venezia sull’avvio di un corso di formazione per croupier, a far licenziare un dipendente del Casinò di Venezia.
Nei giorni scorsi, però, il giudice del Tribunale del lavoro di Venezia ha ritenuto che non vi fosse proporzionalità tra l’episodio imputato al dipendente, difeso dall’avvocato Livia Cornelio, ed il licenziamento, aggiungendo peraltro che non c’erano nemmeno i presupposti per la diffamazione. Il giudice, in aggiunta, ha reintegrato il lavoratore al suo posto.
Il commento incriminato risale al 31 luglio scorso, quando online compare un articolo dal titolo “Venezia, al via un corso per croupier: ci sono 600 posti, costa 2 mila euro” con lo scopo di informare i lettori dell’iniziativa del Casinò di Venezia Gioco spa di avviare tale corso di formazione.
A questo articolo, un altro utente aveva scritto: “Duemila euro regalati e neanche la certezza che ti assumono”. A cui l’uomo, difeso dall’avvocato Cornelio, aveva risposto: “Posso solo dire che hai ragione e con questo chiudo. Dilettanti allo sbaraglio con un potenziale enorme”, riferendosi non al datore di lavoro, bensì ai partecipanti al corso.
In seguito a quel commento, però, al dipendente era arrivata una lettera da parte del Casinò di Venezia in cui si parlava apertamente di “personale giudizio offensivo, diffamatorio e lesivo dell’immagine pubblica della società datrice di lavoro, e della professionalità delle figure apicali della stessa”.
Alla lettera da parte del Casinò, era seguita una spiegazione da parte del diretto interessato che, per il tramite del suo avvocato, spiegava come l’intento fosse non di ledere l’immagine del Casinò quanto di rivolgersi a coloro che avrebbero partecipato al corso. Una giustificazione, però, non ritenuta tale dal Casinò che a fine agosto scorso aveva deciso di procedere con il licenziamento.
“Per quel commento”, spiega infatti il legale del dipendente, “il mio cliente è stato licenziato in tronco ed ha impugnato il licenziamento chiedendo la reintegra del posto di lavoro nonché un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione di fatto di riferimento ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori”.