ARCHIVIO RASSEGNE
05 Novembre 2010

Famiglia risarcita

Il Gazzettino
5 novembre 2010
FIGLIA PARALIZZATA MORÌ: RISARCITI

"Un taglio cesareo eseguito in ritardo nell’ospedale di Piove di Sacco. Una bambina nata con gravi danni celebrali è morta, a nemmeno quattro anni, per un rigurgito nel sonno a cui non era stata capace di reagire proprio a causa della sua condizione di cerebrolesa. Per tanta sofferenza il Tribunale di Venezia ha condannato l’Ulss 14 di Chioggia e Piove di Sacco a risarcire con circa 380.000 euro la famiglia della piccola. Il dispositivo della sentenza, a firma del giudice Liliana Guzzo, è stato depositato in questi giorni in cancelleria.
Il parto risale alla primavera del 2000. Nell’atto di citazione della famiglia, assistita dall’avvocato Enrico Cornelio, si ricostituiscono quei momenti drammatici. In particolare si accusa il personale sanitario di Piove di Sacco di non aver saputo interpretare i tracciati cardiotocografici, a cui era stata sottoposta la madre prima del parto. Esami da cui doveva rilevarsi la “sofferenza” del feto, con largo anticipo.
Invece la scelta di procedere al taglio cesareo arrivò troppo tardi, accusa l’avvocato Cornelio. E anche l’equipe neonatologica intervenne “dopo un’ora e 22 minuti dalla nascita”. La bambina riportò così un “grave danno neurologico” che segnò tutta la sua breve vita.
La sua stessa morte, soffocata nel sonno, nemmeno quattro anni dopo. È legata alla sua condizione, “essendo stata determinata da asfissia ab ingestis – scrive l’avvocato Cornelio – fenomeno che colpisce tipicamente i soggetti cerebrolesi”.
I genitori avevano già avviato un’azione civile contro l’Ulss 14, quando la piccola era ancora in vita, e nel 2007 erano stati liquidati con 25.000 euro come “invalidità temporanea”, in quanto la piccola era poi morta.
Una cifra modesta contro cui la famiglia si era appellata sostenendo che anche la morte della bambina doveva essere collegata a quel parto. Con la sentenza depositata in questi giorni, il giudice Guzzo, “accertata la responsabilità del personale dipendente dell’azienda Ulss 14 nella causazione del decesso” della bambina, condanna l’azienda sanitaria a risarcire i danni ai due genitori (con 134.000 e 130.000 euro) e ai quattro nonni (con 29.000 euro a testa).
Per un totale appunto di 380mila euro."