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10 Ottobre 2012

Il Gazzettino Mercoledì 10 ottobre 2012 Nato disabile, risarcito con 6 milioni

Un indennizzo record: 6 milioni di euro. Tanto incasseranno i genitori di D., nato nel 1987 a Villa Salus. Se i medici avessero deciso per il parto cesareo, D. sarebbe nato sano, invece, nonostante tutti gli allarmi lanciati dal feto – improvvisi sbalzi di ritmo cardiaco – i medici avevano aspettato il parto naturale. D. era andato in sofferenza, ma nemmeno dopo la nascita i medici si erano preoccupati. E così il trasferimento a Padova si era rivelato tardivo e ai medici patavini non era rimasto che scrivere in cartella “edema cerebrale da sospetta asfissia perinatale”.
I genitori hanno fatto causa a Villa Salus e dopo 15 anni e due sentenze negative, è arrivata la sentenza della Corte di Cassazione a ribaltare il giudizio. La Suprema Corte ha ritenuto che le valutazioni di primo e secondo grado fossero errate ed ha rimandato tutto alla Corte d’Appello di Venezia perché fossero liquidati i danni. Che sono stati così conteggiati: 1 milione 300 mila euro per il danno non patrimoniale, 900 mila euro per mancato guadagno visto che D. non potrà mai lavorare, 648 mila euro per l’assistenza, 400 mila euro per danno non patrimoniale ai genitori e 40 mila ai fratelli. Il totale è di 3 milioni 288 mila euro. Poi bisogna aggiungere gli interessi e si arriva a 6 milioni 91 mila 974 euro.
Tanto incasserà la famiglia assistita dall’avv. Enrico Cornelio, il quale si è battuto soprattutto per sconfessare la perizia tecnica di un luminare della medicina che assolveva i medici di Villa Salus sulla base della considerazione che spesso durante la gestazione si registrano anomalie nel battito cardiaco, ma “solo” nel 21 per cento dei casi nasce un bimbo ritardato.
Per Cornelio quel “solo 21 per cento” è una aberrazione «perché, se 79 bambini su 100 nascono per fortuna sani, questo vuol dire che 21 muoiono o nascono handicappati. Come D. che oggi è normalmente sviluppato – spiega Cornelio – ma purtroppo, a causa della microcefalia e dell’handicap cognitivo, non è in grado di esprimersi normalmente, non è stato in grado di giungere ad una cultura più che elementare ed è interdetto soggetto a tutela». La sua invalidità biologica è stata valutata nell’80%, quella lavorativa nel 100%. Il tutto vale 6 milioni di euro.