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10 Dicembre 2021

Il Gazzettino Ottiene l’eredità del padre che non lo riconosceva

IL CASO VENEZIA
Dopo una lunga battaglia per riuscire a dimostrare di essere figlio di un ricco spedizioniere della Giudecca, è morto tre mesi prima che la Corte d’appello di Venezia gli riconoscesse il diritto ad ereditare tutti i beni del padre che non lo aveva mai voluto riconoscere. L’uomo si è spento all’età di 86 e l’eredità - composta da denaro, immobili e terreni - è destinata a passare a sua moglie e ai suoi tre figli: i giudici veneziani hanno infatti revocato il testamento con cui lo spedizioniere, morto nel 1948, aveva lasciato i suoi averi ad una sorella. Finora erano di proprietà di una famiglia padovana.
Si è conclusa così una singolare storia che si è trascinata per una ventina d’anni nelle aule di giustizia. Il ricco spedizioniere aveva avuto un figlio dalla relazione intrattenuta con una impiegata della sua azienda: il bambino nacque nel 1935, ma l’imprenditore non volle mai riconoscerlo. La madre tentò più volte di ottenere il riconoscimento di paternità, ma invano. Quindi la battaglia fu ripresa dal figlio che, una volta diventato adulto, assistito dall’avvocato Enrico Cornelio, si è rivolto al Tribunale per chiedere la riesumazione del corpo del ricco spedizioniere per poter effettuare un test del dna e confrontarlo con il suo.
LE SENTENZE
Ottenuta nel 2012 la prima sentenza favorevole, ovvero l’accertamento di paternità, il figlio all’epoca sessantottenne, avviò una seconda causa, finalizzata a vedersi riconosciuta l’eredità del padre che, nel frattempo era finita nelle mani degli eredi della sorella dell’imprenditore. La prima sentenza, emessa dal Tribunale civile di Venezia nel 2016, diede ragione al figlio, ma gli altri eredi impugnarono la sentenza e la Corte d’appello ribaltò una prima volta la decisione. L’avvocato Cornelio si è quindi rivolto alla Cassazione che ha annullato l’ultima pronuncia, disponendo il rinnovamento della causa di secondo grado, conclusasi all’inizio di dicembre con una sentenza favorevole al figlio che però non ha potuto gioire del risultato finalmente ottenuto in quanto si è spento nel frattempo.
I BENI DI FAMIGLIA FINORA IN PROPRIETA’ A UN RAMO DI PADOVA PASSERANNO ALLA MOGLIE E AI TRE FIGLI