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20 Marzo 2012

Il Gazzettino Rifiuti: l'IVA pagata va rimborsata!

Maurizio Dianese
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Martedì 20 Marzo 2012,
L’Iva sulla spazzatura non si deve pagare. Lo ha detto la Corte costituzionale, lo ha ribadito pochi giorni fa la Corte di Cassazione. Non serve altro per chiedere a Veritas la restituzione dell’Iva pagata negli ultimi 10 anni assieme alle bollette per l’asporto dei rifiuti. L’avv. Enrico Cornelio che ha patrocinato la causa dei cittadini davanti alla Corte di Cassazione ha dunque portato a casa una vittoria sostanziale, che mette Veritas con le spalle al muro. Il conto che fa l’avv. Cornelio è di un carico Iva medio per famiglia di 50 euro all’anno. Si può chiedere il rimborso per 10 anni - quelli precedenti sono in prescrizione - e dunque ogni famiglia può tentare di rientrare in possesso di 500 euro, più o meno. Basta rivolgersi al Giudice di pace, competente in questa materia. L’avv. Enrico Cornelio ha sempre sostenuto che l’Iva sulla tariffa di igiene ambientale è un balzello illegittimo perchè la Tia è una tassa e quindi non si deve pagare l’Iva, pur ridotta del 10 per cento. Perchè la Tia è una tassa? Perchè viene applicata non sulla base del servizio erogato, ma sulla base della metratura della casa - o del negozio. Basta possedere una abitazione e si paga. Anche se non si producono spazzature. Se invece Veritas riuscisse a quantificare la spazzatura prodotta, allora si tratterebbe del pagamento di un servizio erogato e si pagherebbe l’Iva, come su qualsiasi altra cosa. Finché la Tia è applicata in base alle persone presenti in casa e ai metri quadrati, l’Iva è dunque illegittima. Chi vuole chiedere indietro i soldi, però, è meglio che si affretti perchè già nel 2010, dopo la sentenza della Corte costituzionale, con una leggina di "interpretazione autentica" il Governo Berlusconi - si trattava del famoso decreto anticrisi - aveva chiarito che "la tariffa ivi prevista non é tributaria". E quindi automaticamente la Corte Costituzionale veniva sconfessata e l’Iva si doveva pagare. Adesso la sentenza della Cassazione invece ribadisce - sulla linea della Corte costituzionale - che l’Iva non è dovuta, ma siccome stiamo parlando di una media di 500 euro a famiglia per una ventina di milioni di famiglie fa una cifra tale da far crollare qualsiasi patto di stabilità e dunque è facile prevedere che il Governo interverrà. Per questo è meglio affrettarsi.