ARCHIVIO RASSEGNE
01 Dicembre 2021

La Nuova Avvocato blocca biglietteria Actv e chiede di pignorare gli incassi. A Piazzale Roma per il risarcimento da mesotelioma. Arriva la polizia, l’azienda sblocca il pagamento.

La centralissima biglietteria Actv di Piazzale Roma chiusa per ore ieri mattina – per altro in un giorno strategico per il rinnovo degli abbonamenti – per un pignoramento. L’avvocato Enrico Cornelio si è, infatti, presentato alle 11.30 in biglietteria con l’ufficiale giudiziario, con l’obiettivo di sequestrare l’incasso, a favore di un suo cliente. Nell’ora di punta, ne è nato un mezzo pandemonio di confusione tra gli utenti, che si sono visti chiudere sotto il naso tutti gli sportelli. Sul posto è arrivato Giovanni Santoro, della direzione Avm, ma anche una funzionaria della Prefettura e un drappello di poliziotti.
È accaduto che il 7 ottobre il Tribunale civile abbia condannato Avm-Actv a risarcire con 644 mila (619 mila, detratta l’invalidità Inail già percepita) un ex motorista del cantiere navale Actv, colpito da mesotelioma, per l’esportazione alle fibre di amianto quando lavorava nei cantieri navali dell’azienda: negli anni ’70 – ’80 la cancerogena fibra minerale era utilizzata nella coibentazione. Avm ha saldato subito la sua parte, ma il Comune non ha fatto altrettanto. E, ieri, l’avvocato Enrico Cornelio si è presentato con l’ufficiale giudiziario per pignorare gli incassi.
Tant’è l’impasse è durata quasi due ore e proprio quando, infine, l’azienda ha aperto la biglietteria per procedere con l’apertura delle casse, è arrivato dal Comune l’impegno a saldare.
Anticipiamo noi anche la parte del Comune, che poi ci stornerà il dovuto”, spiega Santoro per Avm, “troviamo incomprensibile questo modo di agire da parte della controparte, che ha determinato difficoltà per l’utenza. Spiace che un legale non sappia che la legge impone al Comune una serie di passaggi, con voto anche il Consiglio comunale, per stanziare queste somme dal capitolo di bilancio dedicato e per questo la norma concede 120 giorni di tempo per completare le operazioni di risarcimento”.
Quest’uomo non può certo attendere i tempi della burocrazia per avere ragione dei suoi diritti”, commenta l’avvocato Cornelio, soddisfatto del risultato finale, “io faccio gli interessi del mio cliente”.
Sono due, tre all’anno le cause di risarcimento avanzate nei confronti dell’azienda per malattie professionali legale all’esposizione all’amianto di 30 e più anni fa. Così come accade alla Ferrovia e al porto.
Nella causa oggetto del blitz di ieri mattina, il giudice ricordava che non potevano esserci dubbi sull’origine del cancro, perché era stata la stessa Actv a confermare l’esposizione all’amianto in una missiva del 2003 inviata al dipendente, che aveva avviato la pratica di riconoscimento della malattia professionale, poi confermata dall’Inail con la pensione. Lettera dalla quale, scrive il giudice “si può rilevare in quali ambienti di lavoro il ricorrente è stato esposto amianto: in generale a bordo dei mezzi navali e in cantiere; in locali apparato motore e nei pressi dei mezzi; svolgendo coibentazioni di impianti termici del cantiere navale; in prossimità di tetti di edifici e tettoie in eternit”.