ARCHIVIO RASSEGNE
30 Settembre 2015

La nuova Venezia: CASO IVA, VERITAS DEVE PAGARE LE SPESE LEGALI

Rimborsi sulla Tia: i Giudici di Pace ora condannano l’azienda a saldare anche le parcelle ai ricorrenti
Continuano a fioccare le sentenze che – accogliendo i singoli ricorsi dei contribuenti – condannano Veritas alla restituzione dell’Iva pagata sulla Tia. Di più, ora il Giudice di Pace condanna l’azienda a risarcire le spese legali ai contribuenti che vincono la causa. Il che è una novità non di poco conto.
Di fatto viene riconosciuta la temerarietà dei ricorsi Veritas, che impugna le richieste di rimborso dell’Iva, nonostante la Corte Costituzionale abbia chiarito definitivamente che la Tia era una tassa e come tale non vi andava pagata l’Iva, che ora va rimborsata”, commenta l’avvocato Enrico Cornelio, che con la figlia avvocato Livia ha patrocinato centinaia di ricorsi. Per ogni singolo ricorrente, sono spesso 2 – 300 euro di rimborso, ma tutti insieme fanno quasi 8 milioni di euro che Veritas in cassa non ha, dal momento che, ricorda ad ogni sentenza di condanna l’azienda – l’Iva viene incassata su ordine dell’Erario e all’Erario subito girata. Così a fronte di singole condanne, l’azienda rimborsa i singoli ricorrenti, ma continua ad impugnare causa dopo causa. “Il che implica spese legali a carico di un’azienda pubblica, quindi di tutti i cittadini, pur sapendo di avere torto, costringendo i singoli contribuenti a ricorrere”, insiste Cornelio, “così ora i Giudici di Pace – oberati da centinaia di ricorsi tutti uguali – mettono in conto al’azienda anche il rimborso delle spese legali ai ricorrenti”. Rimborso non scontato, perché l’articolo 91 del codice di procedura penale non lo prevede per cause inferiori ai mille euro, quelle in cui un cittadino può difendersi da solo. “Ma chi avrebbe potuto affrontare da solo una vicenda che ha coinvolto persino la Corte Costituzionale?” commenta il legale, “la norma è assurda, perché impedisce di fatto al cittadino che abbia ragione e un credito modesto di rivolgersi al Giudice perché non troverà mai copertura dei costi della propria difesa a carico del suo avversario. In questo caso, però, il Giudice di Pace, con sensibilità, ha colto la sostanziale ingiustizia e temerarietà degli atti con i quali Veritas nega la restituzione dell’Iva, decidendo per il rimborso delle spese legali ai ricorrenti. Saranno tutti i contribuenti veneziani a doversi fare carico di questa sarabanda di cause”.
Chiediamo da anni allo Stato di darci le somme per rimborsare l’Iva ai cittadini e nel momento in cui arriveranno, non ci sarà bisogno di alcun ricorso: pagheremo tutti”, spiega l’azienda “noi quei soldi li abbiamo riscossi per conto dell’Erario, non li abbiamo in cassa. In questi anni ci sono state due circolari del ministero delle Finanze, due interpelli all’Agenzia delle Entrate, la risposta a un nostro quesito e tutti ci hanno detto di applicare l’Iva alla Tia. Finché lo stato non interviene con fondi adeguati, non possiamo che impugnare”.
A marzo la Corte Costituzionale aveva sentenziato che “la Tia ha natura tributaria e quindi non è soggetta a Iva”: “ora la Tia non c’è più – c’è una tariffa sui rifiuti con regolare Iva” ma la stessa cosa accade da anni con le bollette di acqua e gas gravate di accise.