ARCHIVIO RASSEGNE
19 Giugno 2019

La sentenza: Ucciso dall’amianto e non dalla sigaretta arriva il risarcimento. La nuova Venezia

Certamente l’essere stato un fumatore per cinquant’anni, ha reso i suoi polmoni più deboli, ma altrettanto di sicuro – ha stabilito il Tribunale di Venezia, condannando l’Autorità Portuale a pagare 178 mila euro di risarcimento danni agli eredi – il mesotelioma che ha ucciso a 78 anni, un portuale chioggiotto che dal 1957 al 1987 ha lavorato come scaricatore al porto di Venezia, è stato provocato dalle infernali fibre di amianto, che fuoriuscivano dai sacchi di juta e plastica leggera in arrivo dalla Urss, dalla Cina e dal Canada. Fibre che – raccontano decine di testimoni – si liberavano nell’aria delle banchine ad ogni scarico e carico di nave, si posavano a terra nei magazzini.
Accadeva che ci chiedessero di lavorare anche in continuazione dalle 8 alle 18, oppure dalle 8 alle 21 o addirittura dalle 8 alle 5”, ha raccontato durante le udienze un collega dell’uomo, malato a sua volta e che ha perso ben tre fratelli portuali, sempre per il terribile cancro ai polmoni provocato dall’esposizione all’amianto, “in tal caso mangiavo un panino sul posto di lavoro e se a uno veniva un colpo di sonno si stendeva a dormire sui sacchi di amianto, che si rompevano perché nella parte alta la braga si segava (….) le prime mascherine di carta ci sono state date dopo gli anni ’80. Poi ci sono state date quelle in gomma: dopo un po’ non si respirava più e bisognava toglierle”.
Questa sentenza è importante perché modifica l’orientamento che in passato ha avuto il Tribunale del lavoro di defalcare parte del risarcimento in caso di concorso dell’abitudine al fumo a causare il carcinoma polmonare”, commenta l’avvocato Enrico Cornelio, che rappresenta gli eredi dell’uomo nella causa per il risarcimento, che ora proseguirà in sede Civile, “lui ha fumato per oltre trent’anni 10 sigarette al giorno: la sentenza considera che senza l’amianto non si sarebbe ammalato e non sarebbe morto – perlomeno non nei tempi in cui si è verificato – e quindi ha provveduto al risarcimento degli eredi per il danno da malattia terminale “catastrofale”, come scritto”.-
R.D.R.