ARCHIVIO RASSEGNE
06 Febbraio 2009

Lavoratrice risarcita per demansionamento

La Nuova Venezia
Venerdì 6 febbraio 2009

Da dirigente a commessa, mestrina risarcita con 100 mila euro.

"La Metro, l’ipermercato sulla Romea, dovrà sborsare ben 100 mila euro ad una sua ex dipendente, la 63enne mestrina Luciana B., che con l’avvocato Enrico Cornelio ha vinto una causa di lavoro che durava da quasi 5 anni. La signora B. era stata assunta nel 1991 con mansioni di dirigente, era capo ufficio personale del magazzino di Mestre, nel 2000 poi le era stata affidata la direzione amministrativa del personale di nove ipermercati nel Nordest, ma un anno dopo, nel 2001 e fino al 2005 anno in cui era andata in pensione, si è trovata improvvisamente a svolgere mansioni meramente esecutive, in alcune occasioni è stata adibita a compiti di commessa. Stando ai vertici della Metro perché si sarebbe dimostrata «inadeguata al nuovo ruolo», quello che le era stato affidato nel 2000.
Il giudice del lavoro Chiara Coppetta Calzavara scrive che grazie alle disposizioni testimoniali «è emerso che il suo ruolo è stato svuotato di una parte significativa e rilevante delle mansioni che aveva svolto sino al 2001» e che le erano state affidati «mansioni di carattere più esecutivo». E ancora il magistrato scrive: «E’ emerso inequivocabilmente che il suo ruolo a partire dal 2001 era cambiato: nessuno studio sulle tematiche contrattuali e sindacali riduzione dei collaboratori con conseguente esecuzione di attività prima svolta da personale di livello inferiore, riduzione delle mansioni di coordinamento, prima attribuite per circa un anno e poi tolte».
«Tale dimensionamento ha comportato danni di carattere professionale e biologico» conclude il magistrato veneziano e detta gli euro che la Metro deve sborsare. Diciottomila per il danno biologico, 2800 euro di premio per cinque anni, il 33 per cento della retribuzione globale. Poco più di 100 mila euro."