ARCHIVIO RASSEGNE
17 Giugno 2016

Libero: Giustizia lumaca “FA CAUSA PER L’EREDITA’ E LA VINCE, DOPO QUASI 50 ANNI”

Ha lottato per una vita intera ma alla fine ce l’ha fatta; a 81 anni, dopo un iter giudiziario infinito, ha ottenuto la ricca eredità del padre che, alla nascita, nel 1935, non l’aveva voluto riconoscere come figlio.
Angelo, nato dalla breve relazione che la madre - all’epoca dattilografa nella più importante agenzia marittima di Venezia - aveva avuto col suo datore di lavoro, un uomo molto facoltoso, ha dovuto aspettare tutto questo tempo per ottenere giustizia.
Ora però che il Tribunale di Venezia, in base al test del Dna effettuato nel 2012 sui resti del genitore morto nel ’48 - ha annullato il testamento originario del padre che, scapolo e senza figli, aveva lasciato tutto alla sorella, dopo una vita da operaio fatta di sacrifici e di stenti può godersi, assieme alla moglie, quanto gli spetta: due appartamenti nel centro di Venezia, nel sestiere Castello, passati negli anni di erede in erede, dai nipoti della sorella del padre ai quattro bis-bis nipoti. I quali, nel caso il ricorso, che potrebbero presentare in appello, dovranno anche versargli un indennizzo su quanto hanno guadagnato dalla vendita di altre case e di alcuni terreni sui quali, secondo il tribunale, non avevano alcun diritto. Insomma: parliamo di un’eredità milionaria.
Ma com’è possibile che la giustizia abbia impiegato tanti anni per riconoscere la paternità di quell’uomo? “all’epoca - dice a Libero l’avvocato di Angelo, Enrico Cornelio, - era molto difficile dimostrarla, quasi impossibile. La madre, che aveva detto fin da subito al figlio chi fosse suo papà, ci aveva provato senza alcun risultato”. Nel ’93 la madre muore. A quel punto Angelo si rassegna. “Poi però - racconta l’avvocato - dopo aver letto sui giornali locali di una storia simile alla sua, si è fatto forza e mi ha chiesto di prendere in mano la pratica”. Nel frattempo però la giurisprudenza cambia, viene modificato l’iter su come devono essere svolti gli accertamenti di paternità e passa ancora tempo. Per presentare la causa al Tribunale di Padova servono anni. Una volta depositata, la Cassazione annulla il procedimento, che viene rimbalzato a Venezia. interviene per due volte pure la Corte Costituzionale che, secondo la Cassazione, avrebbe dovuto colmare un vuoto legislativo. “Abbiamo perso un sacco di tempo per questioni tecniche che non c’entravano nulla con la sostanza”, dice il legale.
Quindi, nel 2012 col test del Dna sui resti riesumati del padre, Angelo ottiene dal Tribunale l’ufficialità di quanto sapeva da una vita. il Giudice ha stabilito la revoca del testamento originario e l’apertura della pratica di successione in suo favore.
L’unico discendente diretto di quell’uomo è il mio assistito - conclude l’avvocato - e dunque in brevissimo tempo tornerà in suo possesso anche la rendita dei beni che sono stati venduti”.
 
di Alessandro Gonzato