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06 Agosto 2020

Licenziato dopo la malattia il Tribunale ordina il reintegro.

La Nuova Venezia
 
Licenziato dopo la malattia il Tribunale ordina il reintegro.
Un camionista era stato lasciato a casa dopo lunga assenza per il mal di schiena.
Ma il Giudice ha sottolineato anche le responsabilità del datore di lavoro.
 
Un camionista di Marcon, padre di tre figli, era stato licenziato in tronco per i troppi mesi di assenza per malattia: fortissimi dolori alla schiena dovuti proprio alle operazioni di sbarco ed imbarco del camion.
Ora, però, il Tribunale ha ordinato all’azienda di trasporto padovana che aveva lasciato a casa l’uomo, di reintegralo in servizio con funzioni compatibili con il suo stato di salute: potrà guidare il camion, ma con soste ogni 2 ore e senza sollevare pesi superiori ai 7 chili, altrimenti sarà assegnato a lavori impiegatizzi.
Perché – ha stabilito il Tribunale di Padova – contratto di lavoro alla mano, “i lavoratori con più di 5 anni di anzianità hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per 365 giorni e poiché – in questo caso – 58 giorni di malattia sono imputabili anche ad una antologia di cui è responsabile il datore di lavoro, il dipendente non poteva essere licenziato perché non era ancora maturato il “periodo di comporto”.
Per giurisprudenza costante non si può tenere conto delle assenze dovute a malattie cui il datore di lavoro abbia dato causa, per non aver assolto al suo obbligo di garantire la salute del lavoratore”.
“Quest’uomo è stato reso invalido dal lavoro massacrante a cui era stato sottoposto negli anni passati” commenta l’avvocato Enrico Cornelio, “il datore di lavoro – forse ricordando che siamo dei primati – lo ha fatto arrampicare per anni per stendere un telone di 50 chili sopra ad un rimorchio alto 4 metri, gli ha fatto sollevare di peso piloni in acciaio per il contenimento del carico”.
La difesa ha sostenuto che il mal di schiena sia malattia connaturata a tutti i camionisti, a causa delle vibrazioni del mezzo, ma è lo stesso Giudice del lavoro – nella sentenza – a ricordare come “le testimonianze attestano che il ricorrente è stato addetto al trasporto di materiale ferroso e mattoni: era necessario rimuovere coperchi del peso di circa 20 chili, sistemare dei molari di legno di 30 chili e dei pali di ferro di circa 40, coprire il carico con uno o due teloni alzati manualmente, del peso variabile da 35 a 60 chili”.