ARCHIVIO RASSEGNE
23 Dicembre 2013

L’Iva sulla Tia va restituita

Quattro a zero per l’avv. Enrico Cornelio. E la partita è solo all’inizio visto che in ballo ci sono centinaia di cause. Succede infatti che il Tribunale civile di Venezia abbia dato ragione al legale che difende i cittadini che hanno chiesto a Veritas la restituzione dell’Iva sulla TIA, la tassa sui rifiuti. L’avv. Enrico Cornelio aveva 4 cause in corso e le ha vinte tutte e quattro, ma la quantità dei cittadini che si sono rivolti ai legali e alle associazioni dei consumatori è tale che nei conti di Veritas potrebbe aprirsi una voragine. «Temo che la società possa avviarsi al fallimento – spiega Cornelio – perché il buco rischia di essere milionario se tutti i cittadini fanno richiesta di rimborso.
Tra l’altro Veritas ha continuato a riscuotere l’Iva anche dopo i pronunciamenti della Corte costituzionale e della Corte di cassazione». Tra l’altro, mentre i cittadini possono chiedere il rimborso di 10 annidi Iva che non andava versata – la media è di 500 euro a famiglia – Veritas, che ha versato l’Iva allo Stato attraverso l’Agenzia delle entrate, può chiedere la restituzione solo degli ultimi 2 anni – ammesso che lo Stato sia disposto a restituire i soldi già incassati. E così si va avanti a colpi di sentenze. Peraltro prima la Corte costituzionale e poi la Corte di cassazione a sezioni riunite erano state chiare: la Tia è una tassa e sulle tasse non si può applicare l’Iva. Perché la raccolta delle spazzature è un tributo e non il pagamento di un servizio? Perché il singolo cittadino non si limita a pagare per ciò che consuma – in questo caso per quanto sporca – ma al suo aggiunge anche il costo della pulizia delle strade e del taglio degli alberi, per capirci.
Dunque, siccome si tratta di una vera e propria imposta e non del pagamento di un servizio, non può essere assoggettata a Iva. L’avv. Cornelio , subito dopo la sentenza della Corte costituzionale aveva tempestato Veritas di richieste di rimborso. I Giudici di pace di Mestre e Venezia avevano riconosciuto la bontà delle richieste dei cittadini, ma Veritas ha sempre “resistito” in Tribunale. Ma ormai non c’è più niente da fare. Resta solo il ricorso per Cassazione , ma la Cassazione ha già detto che i soldi dell’Iva vanno restituiti ai cittadini. E il fatto che Veritas sia stata solo un “ufficiale riscossore”, nel senso che si limitava a passare l’Iva all’Agenzia delle Entrate, senza tenersi un cent, non significa nulla: è Veritas che ha incassato l’Iva ed è Veritas che deve restituirla ai cittadini. Questo dicono i Tribunali.