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03 Ottobre 2019

Morì per l’amianto, maxi risarcimento da 700mila euro. Il Gazzettino di Venezia

AMIANTO L’uomo aveva lavorato come operaio al Petrolchimico
LA SENTENZA
Mestre Il giudice del Lavoro di Venezia ha condannato Edison Spa a risarcire con 700 mila euro la vedova e i familiari di un ex operaio del Petrolchimico di Marghera. A venire riconosciuto – e conteggiato – nella sentenza è anche il principio che alla vedova, “ancorché titolare di trattamento di reversibilità, vada riconosciuto il risarcimento economico per la perdita della convivenza”. Il risarcimento è legato alla morte per amianto di G.G., deceduto a ottant’anni il 16 gennaio 2016. L’operaio, i cui parenti erano assistiti nel procedimento del Lavoro dallo studio legale dell’avvocato Enrico Cornelio, ha sempre lavorato nello stesso stabilimento del Petrolchimico di Marghera. Era stato assunto il 17 ottobre 1955 e ha sempre svolto mansioni operaie all’interno dello stabilimento Petrolchimico di Marghera, fino a che, tra il giugno 1989 e il 31 dicembre 1990, è diventato impiegato di livello C, cosa che comportava la sua presenza in varie parti operative dello stabilimento. Per tutta la sua carriera da operaio e manutentore – si legge nella memoria presentata dall’avvocato Enrico Cornelio – “eseguiva o faceva eseguire ad altri interventi di manutenzione su tutti gli apparati degli impianti chimici, che erano tutti all’epoca coibentati con materiali in fibra di amianto.”. Il cantiere era per lui vita quotidiana anche con il passaggio di ruolo a impiegato per una serie di misurazioni dei lavori delle ditte terziste. Misurazioni che riguardavano in gran parte attività di coibentazione e scoibentazione con materiali a base si amianto. In occasione delle manutenzioni su tutti i tubi dello stabilimento e sulle valvole di collegamento, nonché sulle baderne dalla rimozione della coibentazione di amianto, si sprigionava “una polvere grigiognola visibile anche ad occhio nudo”. All’epoca nessuno poteva pensare ai danni causati da quelle inalazioni, che si presenteranno però nel marzo del 2014 con un primo ricovero in pneumologia all’ospedale di Dolo con diagnosi di pleurite destra. Una biopsia gli classificherà come “fibrosi polmonare pleurica”. A maggio un nuovo ricovero e nell’agosto del 2015, con fortissimi dolori alla schiena, considerata poi un altro sintomo del mesotelioma. Un tentativo di arginare la malattia lo provò l’ospedale di Padova con un’operazione non completata per la gravità della situazione. “In vigenza del rapporto lavorativo e per le sue mansioni – scrive il giudice – è stato esposto all’amianto. Non risulta sviluppato l’effettivo utilizzo di mezzi di protezione ad eliminare l’effetto dannoso delle esposizioni alle polveri tossiche.”. (n.mun.)