ARCHIVIO RASSEGNE
09 Luglio 2011

Non è dovuta l’Iva sulla tassa rifiuti

La Nuova Venezia 9.7.2011
Il giudice di pace accoglie il ricorso di un pensionato di Favaro
Davide, in questo caso un pensionato di Favaro, ha ancora una volta battuto Golia, cioè Veritas. Nei giorni scorsi, infatti, il giudice di pace di Venezia ha risposto non solo che l’Iva sulla Tariffa di igiene ambientale (Tia) non è dovuta, ma che l’azienda comunale deve anche restituire gli arretrati per 10 anni. È una sentenza che dovrà essere applicata a tutti gli utenti.
L’avvocato Enrico Cornelio già nel 2009 aveva ottenuto la prima, ma parziale vittoria, il giudice Filippo Lo Torto gli aveva dato ragione, sostenendo che avendo la Tia già natura di tributo, e non di un corrispettivo di una prelazione, non poteva scattare l’Iva e aveva ingiunto a Veritas di restituire a G.B. di Favaro 67 euro, pari all’Iva indebitamente versata, oltre alle spese legali.
L’avvocato Andrea Pasqualin per conto dell’azienda comunale, però, aveva presentato un ricorso alla Corte di Cassazione, affermando che la materia non era di competenza del giudice ordinario, bensì di quello tributario. Il ricorso aveva costretto il giudice di pace a sospendere la causa, poi è arrivata la decisione della Cassazione, che a Sezioni Unite ha stabilito che la decisione spetta al giudice ordinario. Quindi, il giudice Lo Torto ha ripreso in mano la causa e ha ribadito nel merito che non si può far pagare un tributo applicandolo su una tassa, appunto la Tia.
Uno degli argomenti di Veritas, si legge nella sentenza, punta a dimostrare che l’Iva sulla Tia è dovuta perché il servizio di riscossione non è espletato da un ente pubblico. Insomma, «l’Iva colpisce l’utente solo per il fatto che il Comune impositore, per sua scelta, ha optato per la delega, determinando un indubbio, evidente e opinabile peggioramento nei confronti del medesimo utente» conclude il magistrato. Per questo l’Iva sulla Tia non è dovuta e va pure restituita. Se la sentenza venisse confermata, per Veritas si tratterebbe di risarcire complessivamente una cifra davvero ragguardevole perché l’Iva la pagano tutti gli utenti. Tra l’altro si tratta di una direttiva arrivata dal ministero dell’Economia e che ovviamente viene applicata da tutte le aziende.
Ora l’avvocato Cornelio ha un secondo obbiettivo, quello di non far pagare più il costo di trattamento delle acque reflue per la loro depurazione inserito nella bolletta dell’acqua sempre di Veritas a tutti gli utenti, in particolare nel centro storico, per i quali la depurazione non viene effettuata, visto che gli scarichi finiscono in laguna.