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02 Febbraio 2021

Operaio morì per l’amianto, condannata Fincantieri.

Il Gazzettino 2 febbraio 2021
Operaio morì per l’amianto, condannata Fincantieri.
 
È morto nel 2018, all’età di 71 anni, per colpa di un tumore dovuto all’esposizione prolungata alle fibre di amianto: Fincantieri dovrà risarcire i suoi familiari versando loro più di 117 mila euro, oltre alle spese di giudizio, quantificate in 6500 euro.
Lo ha stabilito il giudice Margherita Bortolaso, della sezione lavoro del Tribunale di Venezia, a conclusione della causa avviata dall’avvocato Enrico Cornelio per conto della vedova e delle figlie di un operaio che dal 1972 al 1999 lavorò come carpentiere saldatore prima per le Industrie Breda, poi diventate Fincantieri.
Gli eredi hanno diritto a veder risarcito anche il danno da perdita parentale per il quale stanno già agendo di fronte al Tribunale civile.
Nella sentenza depositata qualche giorno fa, il giudice ha riconosciuto la responsabilità di Fincantieri per il mesotelioma pleurico contratto dall’ormai ex dipendente (questo tipo di tumore si manifesta dopo molti anni dall’esposizione ai materiali dannosi), che lo ha portato alla morte in soli cinque mesi da quando i primi sintomi della malattia hanno iniziato a manifestarsi.
Nel corso della causa, infatti, i vari testimoni hanno descritto una situazione lavorativa nella quale l’esposizione alle polveri d’amianto era massiccia e quotidiana, a fronte della quale l’azienda non ha messo in atto le necessarie cautele e misure di protezione per garantire la salute dei lavoratori.
Per la quantificazione del danno non patrimoniale dovuto agli eredi della vittima per la sofferenza patita dal padre, il Tribunale ha calcolato i 157 giorni trascorsi dalla diagnosi del tumore alla data del decesso del paziente, nel corso dei quali l’uomo ha patito una sofferenza di gravissima intensità, nella consapevolezza che non vi erano speranze di guarigione.