ARCHIVIO RASSEGNE
04 Novembre 2011

OPERAIO RESPIRA AMIANTO FERROVIE CONDANNATE

La Nuova Venezia 4.11.11
Dovranno risarcire mezzo milione ad un dipendente che lavorava nell’officina della squadra rialzo: diagnosticato un mesotelioma, sarà operato al polmone.
Nel gennaio del 2010 i medici dell’ospedale all’Angelo gli hanno diagnosticato un mesotelioma che, dopo quattro cicli di chemio, lo costringerà presto a sottoporsi all’asportazione di un polmone. Nei giorni scorsi, la Giudice del lavoro Paola Ferretti ha riconosciuto la causa professionale dell’insorgere del tumore - cancro correlato all’esposizione prolungata all’inalazione di fibre di amianto – condannando Rfi, Ferrovie dello Stato, a risarcire al suo ex operaio 429 mila euro, più interessi e 8 mila euro di spese legali.
“Il signor S. lavorava in stazione e fuori stazione, essenzialmente sulle traversine delle rotaie – commenta l’avvocato Enrico Cornelio, che ha patrocinato la causa davanti al Tribunale del lavoro – ma le Ferrovie hanno sostenuto che, poiché lavorava all’aperto, l’amianto era poco. I testimoni hanno dimostrato che il signor S. lavorava a stretto contatto con le squadre di manutenzione dei locomotori e dei vagoni, che provocavano polvere di amianto in tutto l’ambiente circostante. Una tesi confermata dal prof. Bruno Murer dell’ospedale di Mestre consulente tecnico del Giudice”.
Polvere di amianto: un killer sul posto di lavoro e l’ambiente circostante , per decine e decine di anni. Tra il 1969 e il 1991, A.S. ha lavorato alle dipendenze delle Ferrovie dello Stato come operaio nell’officina della squadra rialzo e nel deposito locomotive di Venezia.
“La presenza massiccia di amianto in entrambi gli ambienti di lavoro – prosegue il legale- deriva non solo e non tanto dalla coibentazione delle strutture degli ambienti stessi, quanto alla sua massiccia presenza nel materiale rotabile che veniva depositato e qui subiva manutenzioni: all’epoca, tutte le intercapedini dei vagoni passeggeri erano coibentate con pannelli di amianto frapposti tra le due superfici a vista, nonché vi era sistematico impiego dell’amianto sia sulla superficie interna dell’imperiale (la superficie semi cilindrica che costituiva il tetto), sia per la coibentazione degli elementi piani del tetto che contenevano tutte le tubazioni di riscaldamento e di eventuale condizionamento.
Quando queste strutture venivano smontate si determinavano autentiche nuvole di polvere che si erano formate all’interno per lo sgretolamento del materiale, perciò il capannone della squadra rialzo di Venezia era fortemente inquinato da polvere di amianto, visibile ad occhio nudo”.
Nei giorni scorsi la condanna di Rfi da parte del giudice a risarcire quasi mezzo milione all’ex operaio malato.