ARCHIVIO RASSEGNE
16 Luglio 2020

Padre in fuga con il figlio di due anni.

Il Gazzettino di Venezia
Padre in fuga con il figlio di due anni.
Da oltre dieci giorni la madre di Marghera non ha notizie del bimbo che il papà, pregiudicato, le ha portato via.
 
Ho preso il figlio di due anni dicendo alla madre che l’avrebbe tenuto per un giorno, restando in zona a Marghera, e invece se l’è portato a Riccione, al luna park.
Di giorni ne sono trascorsi ormai più di una decina ma il bambino non è ancora stato riportato alla madre.
Così sono entrati in campo gli avvocati e i tribunali e la battaglia, dalle mura familiari tra le quali purtroppo casi del genere sono frequenti, si è estesa alle aule giudiziarie.
L’avvocato Enrico Cornelio, che tutela la madre, una donna di 20 anni che vive con i genitori e fino a una decina di giorni fa anche col figlio, ha presentato una querela in base all’articolo 574 del Codice Penale che punisce il genitore il quale, contro la volontà dell’altro, sottragga il figlio per un periodo di tempo rilevante, e allontanandolo dall’ambiente d’abituale dimora.
L’avvocato ha chiesto alla Giustizia di intervenire per porre fine a quella che definisce una fuga del padre e per costringerlo a riconsegnare il bimbo alla madre.
Il pm ha assicurato che sono state disposte indagini urgenti e che il caso, per la sua delicatezza, verrà trattato con congrua sollecitudine ma ha aggiunto che non ci sono basi normative che prevedano provvedimenti immediati di restituzione del bambino alla sua famiglia.
L’avvocato Cornelio ha risposto che non è d’accordo perché “di fronte ad un reato permanente, ritengo sia compito della Procura fare il possibile perché la permanenza cessi”.
LA STORIA
Nel frattempo il bimbo di due anni è ancora col padre nonostante l’uomo sia, ricorda il legale, un pregiudicato per illeciti relativi al calcio scommesse e “una persona violenta come documentano molti screen shot telefonici”.
L’allontanamento da Marghera risale al 2 luglio quando il padre si è presentato a casa dei nonni dicendo di voler tenere con sé il bimbo per un giorno in un B&B non lontano.
La madre si è, però, accorta che nelle vicinanze dell’affittacamere non c’era la macchina e così ha telefonato all’uomo che ha detto di essere a Riccione (risulta essere residente e Rimini) e che sarebbe tornato il 4 luglio invece del 3.
Madre, nonni, un amico carabiniere e un altro amico sono così partiti alla volta di Riccione e, con una videochiamata, hanno scoperto che padre e figlio erano in un luna park.
Quando li hanno raggiunti, racconta l’avvocato Cornelio nell’esposto, il padre è sceso da una giostra consegnando il bambino alla madre ma subito dopo gliel’ha strappato e si è messo a correre in mezzo al luna park.
I carabinieri, giunti sul posto, hanno detto di non avere elementi per intervenire e così il padre se n’è andato col bambino “in macchina a fari spenti, nonostante fosse già buoi, e senza avere le cinture di sicurezza”.
Da allora a Marghera stanno ancora aspettando che lo riporti alla madre, nel frattempo, consultando Instagram, hanno scoperto che il bimbo si trovava “a una festa con decine di persone in cui non erano rispettati i distanziamenti sociali, nessuno portava la mascherina e non c’erano misure igieniche per evitare contagi”.