ARCHIVIO RASSEGNE
09 Febbraio 2014

PADRE INVALIDO DOPO UN INCIDENTE IL TRIBUNALE RISARCISCE ANCHE I FIGLI

La Nuova Venezia 9.2.14
In Appello ottomila euro a testa per i tre ragazzi che hanno rinunciato agli studi per andare a lavorare
L’uomo era caduto in depressione e la famiglia è andata in pezzi. L’avvocato: sentenza interessante
Hanno visto la famiglia disgregarsi a causa della depressione del padre, in seguito a un gravissimo incidente stradale, con i figli costretti a interrompere gli studi per andare a lavorare, perché il padre era scivolato in un buco nero dell’anima che lo rendeva incapace di agire e tornare alla sua attività, anche una volta ripresosi dalle ferite. Alla fine la moglie –che subito aveva trovato lavoro come colf- aveva chiesto il divorzio.
Per quel divorzio “indotto”, i Giudici del Tribunale civile avevano riconosciuto alla donna un risarcimento di 20 mila euro –in capo all’automobilista- ma lo avevano negato ai figli. Ora, invece, la Corte d’Appello ha sentenziato che, sì, anche i tre giovani hanno subito un danno grave a causa delle conseguenze di quell’incidente stradale e del dolore per la loro famiglia andata in pezzi. Così i Giudici di secondo grado hanno condannato la Fondiaria Sai (compagnia assicuratrice dell’automobilista che provocò il sinistro) a risarcire anche i tre giovani (uno dei quali ancora minorenne) con 8 mila euro ciascuno.
L’incidente stradale risale al novembre 1999, lungo via Arino, a Dolo, quando il furgone dell’uomo –che stava andando al lavoro, come ogni giorno- venne investito da un’automobile, il cui autista aveva perso il controllo in curva, invadendo la corsia opposta. Un frontale violentissimo.
Così aveva avuto inizio l’incubo della famiglia N., prima per le ferite fisiche patite dall’uomo, poi per quelle morali.
“Una sentenza molto interessante”, commenta l’avvocato Enrico Cornelio, che l’ha patrocinata per conto dell’ex moglie e dei figli, “quell’incidente stradale ha reso l’uomo totalmente invalido, ipocondriaco e depresso. La moglie anche se forse qualcuno vorrebbe si sacrificasse come una missionaria nell’assistenza al marito: ma non è una suora! –non potendone più del marito che non lavora e passa le sue giornate su un divano, non interagisce e non concorre più ai bisogni della famiglia, chiede la separazione e decide di chiedere i danni all’investitore, proprio perché è stata costretta a chiedere il divorzio, rovinando la sua famiglia. Agiscono anche i suoi figli perché hanno avuto la famiglia rovinata e un padre inesistente, avendo dovuto lavorare per mantenersi e cessare gli studi”. “In primo grado”, conclude il legale, “il Tribunale ha liquidato, a carico dell’assicurazione dell’investitore e a favore della signora 20 mila euro e nulla per i figli. In Appello, però, finalmente viene riconosciuto anche il danno dei figli, per la vita stravolta dopo quell’incidente, liquidati con 8 mila euro ciascuno”.
“Le gravissime conseguenze del sinistro” scrivono infatti i Giudici d’Appello nella loro sentenza, “che hanno determinato un periodo di gravi sofferenze per il signor N. e uno stravolgimento delle proprie condizioni di vita, non possono non aver avuto ripercussioni sui suoi figli, i quali hanno sicuramente temuto per la vita del padre e sofferto nel vedere le conseguenze permanenti subite dal congiunto, oltre che a causa della separazione personale dei genitori che, almeno in parte, è stata determinata dalla situazione creatasi dopo il sinistro”. Naturalmente –con un procedimento a parte- anche l’uomo era stato risarcito dall’assicurazione per i danni patiti, con 293 mila euro.

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