ARCHIVIO RASSEGNE
01 Febbraio 2007

Risarcimento per l'invalidità

La Nuova Venezia
Giovedì, 1 febbraio 2007

Nasce invalida, condannata l’Asl 10.

"PORTOGRUARO. Un lungo, difficile travaglio e il parto gestiti dalla sola ostetrica: un monitoraggio che segnalava difficoltà fetali, ma che nessun medico ha letto; un parto cesareo non fatto e la piccola Maria che nasce con il cordone ombelicale attorno al collo e oramai vittima di una grave mancanza di ossigeno al cervello, che l’ha resa una persona invalida al 100%. È accaduto il 16 febbraio 2001 all’ospedale di Portogruaro. Nei giorni scorsi – accogliendo un’istanza dell’avvocato Enrico Cornelio – la sezione di San Donà del Tribunale di Venezia ha condannato l’Asl 10 a risarcire con 3,6 milioni di euro la piccola e la sua famiglia.
«Accertata la responsabilità dell’Asl 10 Veneto orientale in ordine alle conseguenze invalidanti riportate da Maria B. a seguito del parto avvenuto presso l’ospedale di Portogruaro», la giudice Silvia Bianchi ha liquidato circa 2 milioni di euro per il danno biologico nei confronti della bimba e 1,1 milioni per danni morali ai suoi genitori. Oltre agli interessi e a 1,4 mila € di spese legali. Fatti due conti, si superano i 13 milioni e 650 mila euro.
Il testo integrale della sentenza sarà pubblicato a giorni.
«Il risarcimento mi pare ragionevole – commenta l’avvocato Cornelio – se si tiene conto che la bambina, essendo epilettica, non può mai essere lasciata sola nemmeno un attimo da parte dei genitori che si devono alternare nell’assistenza 24 ore su 24: quando i genitori non ci saranno più, ci sarà bisogno di un’assistenza specialistica perché intanto Maria può vivere quanto una persona normale – anche se non come una persona normale – in quanto assistita amorevolmente dai familiari e non ricoverata in istituto. Per fortuna ha molti fratelli che dovranno abituarsi ad aiutarla». «Il padre della bambina è un sottufficiale dell’esercito – prosegue il legale – la madre una casalinga che ha altri tre bambini, sanissimi. Maria purtroppo è stata vittima della circostanza che il parto è stato affidato di notte ad un’ostetrica mentre il medico di guardia si occupava di altre cose, probabilmente legittime, e l’ostetrica non ha adeguatamente considerato i dati del monitoraggio, tanto che la bambina è nata con il funicolo intorno al collo. Oltre alle crisi di epilessia, è ovviamente tetraplegica con un totale ritardo cognitivo, ma è una bimba deliziosa, sempre pronta a ricambiare una carezza con un sorriso».
Eppure – si legge nella citazione della famiglia – più di un elemento avrebbe dovuto mettere in allarme i medici: la donna aveva già avuto un aborto, un parto cesareo e uno con la ventosa, e il tracciato del monitoraggio aveva evidenziato «accelerazioni sporadiche» che se lette da un medico, avrebbero fatto subito sospettare una sofferenza fetale."