ARCHIVIO RASSEGNE
24 Dicembre 2013

Risarcimento per morte da amianto

Il Gazzettino 24.12.13
LA SENTENZA Condanna in sede civile
UN OPERAIO MORI’ PER L’AMIANTO, L’AUTORITA’ PORTUALE DEVE RISARCIRE
Il Giudice ha liquidato ai familiari oltre 500mila euro
Il Giudice: La responsabilità del datore di lavoro
L’Autorità portuale è responsabile della morte per tumore di un ex dipendente della Cooperativa lavoratori portuali, esposto per lungo tempo, per motivi di servizio, alle fibre di amianto. Lo ha stabilito la terza sezione civile del Tribunale civile di Venezia, condannando il Porto a risarcire con 170 mila euro la moglie dell’operaio defunto; con 130mila euro ciascuno dei due fratelli. La sentenza è provvisoriamente esecutiva e, di conseguenza, le somme dovranno essere versate anche nel caso, molto probabile, in cui l’Autorità portuale dovesse decidere di presentare ricorso in appello.
La sentenza emessa nei gironi scorsi dal Giudice Marco Campagnolo ha seguito ad un procedente pronunciamento della sezione lavoro del Tribunale di Venezia che, nell’ottobre del 2012, aveva condannato l’Autorità Portuale al pagamento di ulteriori 101mila euro a titolo di risarcimento per i danni subiti dal lavoratore in vita.
Soddisfatto il legale dei familiari della vittima, l’avvocato Enrico Cornelio, il quale annuncia però ricorso in appello sulla quantificazione del risarcimento, ritenendo che il Giudice di primo grado abbia immotivatamente disapplicato le tabelle di liquidazione del danno applicate a Milano, che prevedono risarcimenti più consistenti.
“La mancata adozione di applicazione assolutamente uniforme su tutto il territorio nazionale (Cassazione 12408/11) tranne che nel Veneto, costituisce l’ennesima prova che almeno a livello giudiziario il cosiddetto “Veneto che avanza” non avanza proprio per nulla”, ha commentato il legale.