ARCHIVIO RASSEGNE
25 Febbraio 2009

Risarcito il licenziamento illegittimo.

La Nuova Venezia
Mercoledì 25 febbraio 2009

Licenziamento illegittimo, Coin deve risarcirla.
Indennizzata con 5 mensilità

Prima la Coin le ha negato il part-time post maternità, sostenendo che quella specialista in analisi di mercato fosse assolutamente insostituibile. Poi però, ha accolto in fretta e furia le lettera di dimissioni che la donna – nell’impossibilità di conciliare maternità e lavoro a tempo pieno aveva presentato ad aprile dell’anno scorso, salvo poi riassumerla una decina di giorni più tardi quando la signora aveva deciso di impugnare il licenziamento a far valere i suoi diritti di madre in Tribunale.
Accogliendo il ricorso patrocinato dall’avvocato Enrico Cornelio, la giudice del lavoro Margherita Bortolaso ha ora dichiarato illegittimo il licenziamento e fissato 5 mensilità il risarcimento a favore della donna. Quindi, preso atto dell’avvenuta riassunzione , la giudice ha confermato il diritto dela donna al part-time, fino al compimento del terzo anno della figlioletta, coma da contratto nazionale di lavoro e legge 53/2000 , stabilendo anche un risarcimento di mille euro per il diniego iniziale. In conto a Coin, 5300 euro di spese legali.
«E’ sempre lo stesso problema – commenta l’avvocato Cornelio – perché le donne fanno meno carriera degli uomini? Non certo perché sono meno brave, ma semplicemente perché nell’ottica delle aziende il dirigente mamma dà noia. La signora Bortolato è una specialista di analisi di mercato, inquadrata al primo livello, ha una bimba e il contratto collettivo consente alle lavoratrici di godere del part-time a 20 ore, per accudire il bambino fino al compimento dei 3 anni. Nell’interpretazione di Coin ciò è consentito solo alle lavoratrici “fungibili”, commesse o giù di lì, rifiutando il part-time a chi aveva ruolo direttivo di staff, al punto da indurla ad accettare la mobilità per poter seguire la figlia. Ma poi ha deciso di far valere i suoi diritti: il licenziamento basato sul suo consenso forzato è stato dichiarato illegittimo e il part-time un diritto»