ARCHIVIO RASSEGNE
17 Gennaio 2024

Risarcito il tassista escluso dal concorso

LA SENTENZA
VENEZIA Una causa che si trascina da quasi un ventennio.
Tutto per un bando comunale per l’assegnazione di 12 licenze di taxi a Mestre, che risale al 2003. In questi giorni l’amministrazione è stata condannata a versare oltre 35mila ad un concorrente che all’epoca fu escluso.
Somma a titolo di risarcimento per il tempo impiegato dallo stesso Comune ad eseguire una sentenza del Consiglio di Stato del 2020.
Vicenda annosa e complessa che prende le mosse da quel bando di concorso, con relativa graduatoria, che furono impugnati dal concorrente escluso, assistito dallo studio Cornelio. Il ricorso che puntava il dito su mancato inserimento dei criteri di valutazione nel bando, indicati solo dopo l’apertura delle buste - fu accolto prima dal Tar, poi dal Consiglio di Stato. A quel punto, siamo nel 2009, il Comune ritirò le licenze rilasciate ai 12 assegnatari, salvo poi rilasciarle alle stesse persone con una successiva delibera del 2010. Iniziò così un’ulteriore trafila giudiziaria, terminata con una sentenza del Consiglio di Stato del 2020 che ordinava al Comune di provvedere all’annullamento della precedente graduatoria del 2003, ovvero all’indizione di un novo bando di concorso, con una penalità di 50 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione delle sentenze originarie da versare al ricorrente. Anche dopo questa sentenza il Comune è rimasto inadempiente. E si arriva così alla sentenza di esecuzione, emessa in questi giorni dal Tribunale, con la condanna per il Comune di versare i 50 euro al giorno, calcolati fino al giorno di adempimento, riconosciuto dal giudice a maggio 2022.
Per un totale appunto di 35.900 euro.