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09 Luglio 2011

Tia, Veritas deve rimborsare l’Iva

Il Gazzettino 9.7.2011

L’avvocato Cornelio: «Una sentenza esecutiva, ora gli utenti dovranno essere risarciti»
Il tentativo di Veritas di opporsi al rimborso dell’Iva, che i cittadini continuano a versare sulla Tia, sta andando a vuoto. Il giudice di pace di Venezia, Filippo Lo Torto, ha infatti rigettato le prime tre opposizioni proposte da Veritas ad altrettanti decreti ingiuntivi di cittadini che, assistiti dall’avvocato Enrico Cornelio, chiedevano che gli venisse restituita l’Iva. L’ennesima puntata di una complessa controversia legale che, nel 2009, ha visto la Corte costituzionale stabilire che la Tia è un tributo. E sui tributi non si paga l’Iva. Ma in assenza di una chiara determinazione a riguardo, Veritas, come le altre aziende del settore, sta continuando ad applicarla.
Ed ecco la battaglia legale portata avanti dall’avvocato Cornelio, per una serie di utenti Veritas che pretendono rimborsi e arretrati. È dell’altro giorno la notizia che la Corte di cassazione ha ribadito come la competenza sulla questione dei rimborsi dell’Iva sulla Tia spetti al giudice ordinario, quindi a quello di pace, visto il valore relativamente esiguo dei rimborsi. E ora arrivano le prime sentenze sulle opposizioni ai decreti ingiuntivi. In media l’oggetto del contendere è di 30, 40 euro, ma che rischiano di moltiplicarsi. Ad esempio, per un rimborso di poco più di 67 euro, il giudice Lo Torto ha condannato Veritas al pagamento delle spese legali per altri 3.000 euro. «Ritenuto che la tariffa di igiene ambientale ha natura di tributo – si legge nella sentenza – l’Iva pagata nella fattispecie dall’utente sulla Tia non è dovuta e va restituita.» L’avvocato Cornelio canta vittoria: «Le sentenze emesse sono provvisoriamente esecutive e quindi Veritas dovrà pagare gli arretrati agli utenti – spiega in una nota-.
Frattanto gli altri giudici di pace di Venezia hanno ripreso ad emettere decreti ingiuntivi. »
Veritas, da parte sua, attende di leggere le sentenze prima di rilasciare qualsiasi commento. La sua linea è sempre stata quella di impugnare le sentenze. «L’azienda segue le direttive del ministero dell’Economia che ci indicano di continuare ad applicare l’Iva sulla Tia».