ARCHIVIO RASSEGNE
09 Febbraio 2008

Treviso Servizi deve pagare gli arretrati.

La Tribuna di Treviso
9 febbraio 2008

La sentenza: Treviso Servizi deve pagare gli arretrati.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai lavoratori di nettezza urbana di Treviso che lavoravano alle dipendenze del Comune fino al 1999 e che sono poi passati alle dipendenze della Treviso Servizi Spa, società di cui Ca’ Sugana è azionista. Difesi dall’avvocato Enrico Cornelio, volevano che fossero riconosciuti i propri scatti di anzianità maturati fino al 1999. Quando erano dipendenti comunali praticamente non avevano scatti di anzianità perché il contratto collettivo dei dipendenti di enti locali aveva abolito questo istituto da molti anni.
Transitati forzatamente alle società pubbliche, è stato loro applicato un contratto più favorevole delle aziende municipalizzate, ma come scatti di anzianità pregressa si sono portati dietro in moneta le poche lire di retribuzione di anzianità che erano pagate dal Comune. Viceversa, dal momento che «il rapporto di lavoro prosegue con il subentrante», essi dovrebbero portarsi dietro la loro anzianità in termini di anni a cui deve essere applicata la retribuzione del nuovo contratto: considerato che mediamente uno scatto biennale comporta un aumento di retribuzione mensile di 37 euro, fino a un massimo di 10 scatti, per un lavoratore con vent’anni di anzianità, accumulata in comune, la differenza a questo punto è sensibile. È quanto, in buona sostanza, ha stabilito la corte di Cassazione accogliendo il ricorso del lavoratori di Treviso.
Questa nuova sentenza della Corte di Cassazione va ad analizzare un problema che riguarda tutti gli ex dipendenti di servizi pubblici comunali (gestiti a suo tempo in economia dai Comuni senza aziende municipalizzate), trasferita società di diritto pubblico in tutta Italia. L’avvocato Cornelio ha quindi sostenuto la tesi, per gli impiegati dell’acquedotto di Arezzo ottenendo direttamente ragione da parte della Corte d’Appello di Firenze, anche con la quantificazione delle differenze retributive. La situazione di Arezzo ha quindi dato le dimensioni del problema. Lo stesso problema si era quindi posto per i lavoratori di nettezza urbana di Treviso che avevano lavorato alle dirette dipendenze del Comune fino al 1999, anno in cioè stata creata la Treviso Servizi, società di cui il Comune è importante azionista. La sentenza della Corte di Cassazione dà quindi ragione ai lavoratori dopo che prima il Tribunale di Treviso, e poi la Corte d’Appello di Venezia aveva dato loro torto. Una vittoria importante quindi per i lavoratori, per i dipendenti comunali trevigiani.